Giovane uomo d'affari disperato dopo aver perso a poker in un casinò, simbolo della dipendenza dal gioco d'azzardo e dei rischi dei debiti di gioco.

Debiti di gioco: scopri quando vanno pagati e come uscirne

I debiti di gioco sono la conseguenza di un meccanismo vizioso che impedisce a molte persone in Italia di fronteggiare diverse voci di pagamento. Questo inadempimento riguarda sia le spese di routine che quelle più cospicue, come ad esempio il pagamento della rata del mutuo per la casa.

Liquidare un debito è un’operazione particolarmente complessa, che richiede il supporto di un professionista del settore, che padroneggi la legislazione di riferimento e i tuoi diritti in quanto debitore.

In questo articolo presenteremo alcune strategie per la tutela contro l’indebitamento da gioco.

Debito di gioco: cosa significa

La dipendenza dal gioco d’azzardo, detta anche ludopatia, è una condizione che spesso conduce al sovraindebitamento. Le persone che soffrono di questo disturbo patologico, quindi, risultano incapaci di fronteggiare le spese quotidiane ed è perciò opportuno intraprendere un solido intervento di supporto psicologico.

Tipologie di giochi: tre diverse categorie

Il gioco d’azzardo si suddivide in tre categorie, ciascuna soggetta a normative differenti. La prima comprende i giochi riconosciuti e gestiti dallo Stato, come le lotterie ufficiali, per i quali esiste un preciso quadro normativo e l’obbligo di saldare eventuali perdite.

La seconda categoria include i giochi consentiti ma non regolamentati in modo dettagliato dalla legge, come quelli presenti nei Casinò autorizzati, dove eventuali debiti di gioco non possono essere imposti per via legale.

Infine, vi sono i giochi proibiti, espressamente vietati dal Codice Penale, la cui pratica può comportare sanzioni economiche e, nei casi più gravi, anche conseguenze penali.

Cosa dice il Codice Civile in materia

Secondo la normativa italiana, il debito da gioco rientra tra le obbligazioni naturali e che quindi non sono necessariamente da saldare.

L‘obbligazione naturale è un dovere morale o sociale che, pur non essendo legalmente vincolante, se adempiuto volontariamente non permette di richiedere la restituzione di quanto prestato.

L’art. 2034 del Codice Civile considera tali debiti non giuridicamente esigibili, sia per il gioco legale che illegale. Un debitore di gioco d’azzardo, quindi, non è costretto a liquidare il proprio debito e la parte vincitrice non ha diritto al risarcimento.

Tale principio si basa sul concetto secondo cui saldare un debito da gioco è un valore etico e morale, non tanto di un dovere giuridico. Per questo motivo la legge italiana non tutela chi vince, anche se riconosce come valido il pagamento spontaneo del debito.

I debitori da gioco sono però costretti a saldare i debiti relativi a prestiti ottenuti per giocare, previo contratto formale, ed è per questo motivo che finiscono in condizioni di sovraindebitamento.

Il Decreto Dignità in materia di gioco d’azzardo

Il Decreto Dignità, introdotto nel 2018, ha segnato una svolta importante nella regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia, con l’intento di contrastare i rischi legati alla dipendenza da gioco e al debito da ludopatia.

Le misure più rilevanti riguardano, innanzitutto, il divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo, che colpisce diversi canali come la TV, il web e le sponsorizzazioni, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione a chi potrebbe essere più vulnerabile.

Inoltre, l’installazione di nuove slot machine e videolottery nei luoghi pubblici è vietata, limitando così l’accesso a questi giochi in bar e tabaccherie.

A queste restrizioni si aggiungono anche orari più rigidi per le sale giochi, che devono chiudere tra le 24:00 e le 07:00, e limiti sui pagamenti delle vincite in denaro, per evitare che il gioco d’azzardo diventi troppo allettante dal punto di vista economico.

Come posso uscire dai debiti di gioco?

I debiti da gioco come abbiamo visto non sono esigibili, ma la fallacia di questo sistema risiede nella tendenza dei debitori ludopatici a ricercare sempre nuove fonti di prestito. I soggetti patologici sono incapaci di restituire tale passività ma, a causa della loro dipendenza, il debito raggiunge livelli insostenibili.

Ciò impedisce loro di assolvere alle spese di sussistenza, come quelle per il vitto e l’alloggio. Non è raro, infatti, che i soggetti ludopatici si trovino impossibilitati a pagare l’affitto o la rata del mutuo sulla casa. Una valida opzione, in questo caso, è l’accordo di saldo e stralcio.

Saldo e stralcio: una soluzione percorribile

Quando il debito raggiunge un punto di non ritorno, è necessario intervenire con urgenza, affidandosi possibilmente a delle figure competenti in materia.

Un’opzione diffusa è l’accordo a saldo e stralcio, che ti permette di saldare il debito senza pagare l’intero ammontare: una procedura formale che pone fine al circolo vizioso.

Tale accordo coinvolge più parti, nello specifico l’ente creditore, quindi la banca, e il soggetto debitore. I creditori tendono a preferire una liquidità immediata, piuttosto di un saldo del debito dilazionato nel tempo, e per questo il saldo e stralcio rappresenta un ottimo compromesso tra le parti coinvolte. L’accordo in questione, pure non risolvendo il problema a monte, che è di natura psicologica, alleggerisce il debitore e la sua famiglia da un forte peso finanziario

L’inabilitazione: una tutela per il patrimonio familiare

In alcuni casi gravi, l’accordo di saldo e stralcio non è sufficiente a tutelare il patrimonio del ludopatico che, in quanto soggetto recidivo, persiste nell’accumulare debiti. In simili circostanze, amici e familiari possono richiedere l’inabilitazione del parente, secondo l’art. 415 del Codice Civile, che prevede:

  • Una limitazione nella gestione del patrimonio personale.
  • Una limitazione nelle scelte quotidiane, in particolar modo di quelle relative ai movimenti finanziari.

L’inabilitazione può essere riconosciuta da un giudice, dopo una comprovata incapacità di gestione personale e del patrimonio da parte del soggetto ludopatico.

Come evitare di indebitarsi di nuovo?

Saldare il debito è il primo passo per riprendere in mano la propria vita, ma purtroppo spesso non è una condizione sufficiente. Per un debitore compulsivo da gioco è opportuno, talvolta essenziale, intraprendere un percorso di cura e recupero delle proprie capacità di autogestione. In caso contrario, infatti, la probabilità di incorrere nuovamente nel circolo vizioso del debito è statisticamente elevata.

Per un’effettiva e definitiva ripartenza: affidati a professionisti competenti, per un supporto giuridico e psicologico.